Fondazione Camposanto di Santo Spirito Palermo
Ricordare i defunti
I cristiani (dalle catacombe ai grandi cimiteri monumentali) hanno sempre pregato per i defunti, nella convinzione che essi, pur essendo fra le braccia di Dio, continuino a far parte della comunità degli uomini e della Chiesa. Infatti, per il legame di fede che prosegue anche dopo la morte, i vivi pregano Dio affinché accolga, purifichi e perdoni le anime dei morti. Inoltre, la comunità custodisce i corpi dei defunti perché attende di resuscitare con loro nell'ultimo giorno, quando Cristo - il Figlio di Dio che ha sconfitto la morte - tornerà per inaugurare il Regno di Dio.
La storia di S. Orsola
Visse probabilmente nel IV secolo narra di una giovane bellissima, Orsola, figlia di un re bretone, che accettò di sposare
il figlio di un re pagano con la promessa che si sarebbe convertito alla fede cristiana. Partì con 11.000 vergini per raggiungere
lo sposo, ma una tempesta le fece cadere in mano agli Unni di Attila. Il rifiuto delle loro attenzioni provocò il martirio.
Orsola fu trafitta da una freccia perché non aveva voluto sposare lo stesso Attila. La base storica di questa leggenda è
dimostrata dal ritrovamento di una iscrizione presso una chiesa di Colonia, città del martirio.
Il cimitero e la Compagnia di Sant'Orsola
Il camposanto di Santo Spirito è il più antico di Palermo ed è proprietà di una Confraternita religiosa fondata nel 1551, la Venerabile Compagnia di S. Orsola (da cui deriva il nome con il quale i palermitani lo identificano). Esso, quindi, è l'unico cimitero privato della città e non usufruisce di fondi pubblici. ... Ed è così da quel momento in poi, per oltre 220 anni..
La chiesa di Santo Spirito detta del Vespro
La chiesa di Santo Spirito fu costruita tra il 1173 e il 1178, sotto il regno di Guglielmo II. In particolare, è famosa per quello che vi accadde il 31 marzo 1282... Dal punto di vista architettonico la chiesa è il risultato, molto armonioso, di una mescolanza fra gli stili arabo-normanno e gotico.
La Chiesa di Sant'Orsola di Palermo
Un gioiello barocco nel nuovo assetto urbanistico del Cassaro di Palermo
La Chiesa di Sant'Orsola, detta dei "Neri" per via del colore nero delle vesti indossate dai confrati durante le celebrazioni religiose, fu edificata a partire dal 1610 e sorge nel nuovo rettifilo ortogonale, denominato Via Maqueda, nel quartiere dell'Albergheria, permettendo a Palermo, seppure in maniera tardiva rispetto alle altre regioni italiane, di assumere le sembianze di altre città dove l'edificazione di nuove strade contribuiva alla nascita dell'epoca barocca a livello urbanistico e artistico.
La chiesa venne edificata grazie alla consistente somma delle elemosine da parte dei confratelli e degli artisti stessi e venne aperta ufficialmente al culto nel 1666.
A seguito del Concilio di Trento (1545–1563) e dell'incremento dell'iconografia sacra, la Chiesa di Sant'Orsola si fa portavoce di un rigore controriformista, concentrando il valore artistico religioso sulle immagini ospitate al suo interno, difendendosi dall'attacco protestante, e rendendosi conto dell'importanza del sacro, della salvaguardia delle immagini sacre e dunque, della profonda potenza della Controriforma. La filosofia barocca si caratterizza per essere un teatro a cielo aperto, fatto di colori, elementi fastosi e decorativi. Ed è tenendo conto anche del nuovo tessuto urbanistico in cui la Chiesa sorge che si assiste alla nascita di questo gioiello sfarzoso e prorompente nel significato iconologico e storico-artistico per la città di Palermo.
Essa si presenta con una struttura abbastanza semplice all'esterno, dimostrando ancora le caratteristiche tardo-cinquecentesche in termini di semplicità, ma con un cuore barocco che, con elementi floreali e decorativi singolari, contribuiscono a meravigliare, dilettare e condensare in un unico luogo lo scopo principale dell'arte barocca palermitana: condurre il credente verso il trascendente e il rapporto profondo con Dio.
La struttura interna presenta una navata centrale unica con sei cappelle intercomunicanti. Il cuore della Chiesa di Sant'Orsola è arricchito da opere magistrali di artisti come Giuseppe Patania, Giacomo Serpotta e Pietro Novelli, i quali, sebbene piuttosto rinomati e studiati, hanno contribuito in maniera singolare a rendere la Chiesa di Sant'Orsola un tesoro sconfinato da scoprire e ammirare.
In particolare, spicca tra tutte la Vergine con il Salvador Mundi di Pietro Novelli. La tela, dopo essere stata per diversi anni sostituita da una copia per motivi di restauro, è stata recentemente esposta proteggendone la sua preziosità e magnificenza.
Il Culto di Sant'Orsola a Palermo
Il culto della Santa di origini bretoni ha vissuto un'ampia espansione europea nel corso dei secoli, sia in termini di culto che di devozione.
Si narra che Orsola fosse una bellissima giovane, figlia del re di Bretagna. Convertitasi alla fede cristiana e desiderosa di ricevere il dono del battesimo, fu contraria quando le venne chiesto di sposare il figlio del re d'Inghilterra. Decise però di accettare, a seguito di una profonda riflessione, a condizione che il suo futuro sposo si convertisse e venisse battezzato insieme a lei durante un lungo pellegrinaggio.
Partì insieme ad altre vergini dal porto della Gallia e giunsero a Colonia e poi a Roma per incontrare il Papa. Gli Unni decisero di trucidare l'intero gruppo delle Vergini, temendo che potessero diffondere troppo la religione cristiana.
La nascita del culto di Sant'Orsola nel territorio palermitano risale al periodo tardo medievale, in cui Sant'Orsola venne facilmente venerata soprattutto nei ceti nobiliari e la sua devozione si diffuse anche grazie alla Legenda Aurea di Jacopo da Varazze. Prima di arrivare in Sicilia, il culto si era già diffuso in Toscana, grazie alla creazione di cicli pittorici dove era presente la Santa, e dove si iniziano ad individuare i suoi attributi iconografici come la palma del martirio e il vessillo bianco con la croce rossa.
In Toscana, in modo particolare a partire dal Trecento, si assiste alla nascita di alcuni monasteri e compagnie religiose sotto il nome della Santa, e la conseguente influenza di pittori senesi e fiorentini in Sicilia. Infatti, il suddetto periodo fu abbastanza difficile e controverso nel nostro territorio, con ricorrenti contatti e scambi a livello commerciale con le più importanti potenze italiane, tra cui la Toscana. Questo comportò un'affluenza massiva della cultura senese a Palermo con l'introduzione di nuove tipologie pittoriche.
Storia della Venerabile Compagnia di Sant'Orsola detta "dei Neri"
La Compagnia fondatrice della Chiesa è un'altra testimonianza della diffusione del culto della santa. Essa nasce nel 1564 nella Chiesa dei SS. Quaranta Martiri al Casalotto, dove vi era una cappella dedicata alla Santa. Nel 1571 si aggrega alla Compagnia romana dell'Orazione della morte con il fine di seppellire i defunti nel quartiere dell'Albergheria. Questo legame tra le due compagnie veniva riconosciuto dalla Chiesa e dall'altra garantiva di poter pregare per le anime dei defunti.
La Compagnia raccoglieva delle offerte utili allo spostamento della salma e alla celebrazione delle messe di suffragio. All'interno della Chiesa e dell'oratorio è presente lo stemma identificativo della Compagnia, il quale raffigura le Anime Purganti avvolte dalle fiamme, la croce sul Golgota con i vari simboli della Passione di Cristo e alla base un teschio. Le clessidre sono rappresentate alate, alludendo al tempo che passa inesorabilmente.
Il motto della Compagnia viene iscritto nel braccio traverso della croce: "IN HOC SIGNO VINCES", che indica la salvezza che viene data da Cristo. La cappella delle Anime Purganti sintetizza il compito della Compagnia: la redenzione dell'anima attraverso l'espiazione del peccato. I teschi fanno riferimento al compito dei confratelli di seppellire i defunti.
Dal 1785 la Compagnia è proprietaria del cimitero di S. Spirito e dell'omonima chiesa, sita al suo interno, gestita dagli amministratori della Compagnia attraverso la Fondazione Camposanto di S. Spirito.
Editing e grafica: Dott.ssa Giulia Sirchia
Testo e immagini sono stati tratti dalla sua tesi di laurea magistrale in storia dell'arte.
Email: giulia.sirchia@libero.it
Approfondimento storico
Testo e immagini tratti dalla tesi di laurea magistrale in storia dell'arte della Dott.ssa Giulia Sirchia.